viaggio nel borneo- foresta del Kinabatangan
ASIA,  BORNEO

Viaggio nel Borneo malese: la Natura del Sabah

Il nostro viaggio nel Borneo malese è nato dal desiderio di ammirare una natura incontaminata, ancora non assalita dal turismo di massa e dove fosse possibile vedere animali nel loro habitat naturale. 

Il Borneo è la terza isola più grande del mondo ed è diviso al suo interno tra Borneo malese, Borneo indonesiano e sultanato del Brunei. L’area nord est di pertinenza del Borneo malese prende il nome di Sabah ed è quella che abbiamo esplorato.

In fase organizzativa, abbiamo scelto di alloggiare in strutture ecosostenibili. Che avessero cioè un basso impatto sulla natura circostante e che seguissero progetti di salvaguardia della fauna locale garantendo un buon livello di comfort. 

L’esperienza “Maldive” (qui il link per gli articoli) ci ha lasciato molto delusi e amareggiati per quanto riguarda la gestione di plastica e rifiuti in ambienti incontaminati e abbiamo deciso di dare priorità a questo aspetto. 

Periodo

Per un perfetto viaggio nel Borneo malese, il periodo migliore è giugno-settembre. Noi abbiamo viaggiato a settembre. Essendo un luogo con clima tropicale, acquazzoni intensi e di durata variabile sono presenti tutto l’anno, frequentemente durante le ore notturne, ma non solo. Il clima è caldo umido ed è necessario portare con sé attrezzatura impermeabile, soprattutto le scarpe. Poiché asciugare il vestiario, dato il clima umido, non sarà così semplice.

Come arrivare

Il Borneo è molto lontano dall’Italia e per raggiungerlo ci vogliono circa 24 ore tra voli e scali. Il primo volo ci ha portati a Doha, il secondo a Kuala Lumpur in Malesia e il terzo a Sandakan destinazione finale. 

Per gli spostamenti interni e gli alloggi abbiamo fatto riferimento a Borneo Eco Tour. Il vantaggio di utilizzare questo tour operator è stata la possibilità di alloggiare nelle strutture ecosostenibili di cui vi parleremo più avanti ma soprattutto, avere una guida naturalistica locale specializzata a disposizione per tutta la durata del nostro viaggio nel Borneo e durante le escursioni, senza la quale la nostra esperienza non sarebbe stata la stessa.  

Isola di Lankayan – Lankayan Island Dive Resort

Le prime 3 notti del nostro viaggio nel Borneo Malese le abbiamo trascorse sull’isola di Lankayan.

Sull’isola è presente una piccola base militare con personale armato di sorveglianza. Questo a causa di alcuni attacchi della pirateria locale occorsi intorno al 2010 su alcune isole situate tra la Malesia e le Filippine che hanno aumentato i controlli militari sulle isole di questo arcipelago.

Lankayan Island Dive Resort

Questa piccolissima isola ospita un solo ecoresort, il Lankayan Island Dive Resort, con alcune sistemazioni overwater (cioè palafitte in acqua) ed altre sulla terra ferma. È circondata da coralli ed è la sede dei Reef Guardian, ovvero biologi marini impegnati nella salvaguardia degli oceani, della barriera corallina e delle tartarughe marine che ogni anno vengono su queste bianchissime spiagge a nidificare prima di tornare in mare.

Snorkeling & Diving

La barriera corallina che circonda l’isola è facilmente accessibile dalla riva con attrezzatura da snorkeling ed ospita numerosi pesci, coralli, anemoni, piccoli squali. Sull’isola è possibile noleggiare l’attrezzatura per fare immersioni e partecipare ad uscite organizzate di snorkeling o diving.

Tartarughe Marine

Sull’isola di Lankayan nidificano due tipi di tartarughe marine: le Hawksbill e le Green Turtle, dal guscio nero e verde rispettivamente.

Le tartarughe marine sono una specie protetta poiché solo una su mille nate, arriva all’età adulta. Purtroppo non solo a causa dei predatori animali ma anche per via della pesca intensiva e della pesca esplosiva che distrugge il loro habitat. Nelle reti dei pescatori spesso finiscono accidentalmente anche tartarughe, che vengono ferite o uccise accidentalmente, riducendo notevolmente la loro sopravvivenza. In alcune aree del mondo è presente un commercio illegale di uova di tartaruga. La plastica in mare inoltre rappresenta un enorme pericolo per questi animali. Le buste in plastica vengono scambiate per meduse, e perciò inghiottite causando la morte della tartaruga.

Proprio per questi motivi, il lavoro dei biologi marini qui è così importante. Le tartarughe hanno spazio per nidificare e non vengono disturbate dai turisti poiché i biologi seguono ogni deposizione e impediscono ai turisti di avvicinarsi troppo o di utilizzare il flash. Dopo aver scavato una buca e aver deposto tutte le uova, la tartaruga torna in mare lentamente e le uova vengono recuperate e messe in sicurezza. 

Assistere a tutte queste fasi dalla deposizione alla liberazione nelle acque marine delle piccole tartarughe, è stata per noi un’esperienza incredibile ed emozionante. Ci ha ricordato quanto delicato sia il nostro ecosistema e quanto sia fondamentale proteggerlo. Siamo stati davvero entusiasti di aver inserito questa tappa nel nostro viaggio nel Borneo.

Abbiamo poi scelto di adottare una covata, quella a cui abbiamo assistito. Dopo 60 giorni circa abbiamo ricevuto il video della schiusa di quelle uova, deposte proprio davanti ai nostri occhi pochi mesi prima e la messa in mare delle baby tartarughe. Il gesto di adottare la covata è per continuare a finanziare questo progetto meraviglioso di tutela in cui crediamo e la salvaguardia di questi splendidi animali.

Kinabatangan – Sukau Rainforest Lodge

Seguendo il nostro viaggio nel Borneo malese dall’isola di Lankayan ci siamo prima spostati via mare raggiungendo la foce del fiume Kinabatangan e poi risalendolo abbiamo raggiunto le sue rive più interne.

Il Kinabatangan è il fiume più lungo della Malesia e rappresenta in Borneo, insieme ai suoi due affluenti, l’unica via di comunicazione tra le città che sorgono lungo la costa, e la foresta con i suoi villaggi. È navigabile da piccole imbarcazioni e la maggior parte delle strutture turistiche, sorge sulle sue rive. 

Sukau Rainforest Lodge

Abbiamo alloggiato tre notti al Sukau Rainforest Lodge. Questo splendido ecoresort si impegna nel rispetto dell’ambiente circostante mettendo in atto alcune efficaci strategie quali il recupero dell’acqua piovana. Infatti nel resort tutta l’acqua non potabile destinata a docce e bagni è acqua di recupero, anche quella della piccola piscina ad uso degli ospiti. Non è presente plastica monouso, l’acqua potabile proviene da un depuratore e viene offerta in grandi dispenser e non in bottiglia. La maggior parte del personale è della regione del Sabah, questo incentiva il lavoro locale e migliora le condizioni di vita della popolazione autoctona.

Questo ecoresort è stato premiato tra i migliori ecolodge da National Geographic. Pone infatti particolare attenzione alla fauna selvatica e alla sua conservazione con progetti finalizzati alla salvaguardia di specie a rischio di estinzione.

Proprio al Sukau Rainforest Lodge ha soggiornato il più famoso documentarista e scienziato, David Attenborough. Nella terrazza dove vengono serviti i pasti, è stata posizionata la barca in legno utilizzata per le sue spedizioni.

River Cruising Safari

Durante il nostro soggiorno nel nostro viaggio nel Borneo, abbiamo partecipato a numerose escursioni organizzate lungo le rive del fiume in vari momenti della giornata. All’alba e al tramonto e sempre accompagnati da una guida specializzata abbiamo cercato i famosi big five del Borneo (“Animali del Borneo: Borneo Big Five“): l’orangotango, la scimmia nasica, il coccodrillo, l’elefante pigmeo e l’Hornbill rinoceronte.

Con piccole barche a servizio degli ospiti del lodge e sempre accompagnati dalla guida, abbiamo navigato lungo le rive del fiume e ci siamo addentrati lungo i suoi affluenti avvistando numerose specie di uccelli e scimmie. Abbiamo osservato i loro momenti di vita e gli spostamenti di gruppi familiari tra gli alberi. Prima di ripartire, siamo riusciti a vedere anche un esemplare splendido di elefante pigmeo che faceva il bagno nel fiume.

La struttura ha organizzato diverse attività oltre ai safari ed una di quelle che abbiamo apprezzato di più è stata la River clean up. Con due imbarcazioni, una del personale e una per gli ospiti, abbiamo raccolto la plastica che si accumula lungo il fiume per portarla poi in struttura dove verrà smaltita in modo idoneo. La plastica dal fiume arriva al mare contribuendo a creare il danno enorme e visibile ormai a tutti all’ecosistema marino, a qualunque latitudine. Con una sola ora di attività abbiamo raccolto oltre trenta kg di plastica! Leonardo, da sempre sensibilizzato a questa tematica, ha apprezzato molto questa uscita. Siamo stati felici di aver pulito insieme una piccola area di questo enorme ed importantissimo fiume. 

Danum Valley – Borneo Rainforest Lodge

Dalle rive del fiume Kinabatangan, il nostro viaggio nel Borneo malese prosegue con un breve spostamento in barca prima e un lungo tragitto in fuoristrada poi, all’interno di una delle aree più incontaminate del Sabah: la foresta pluviale primaria della Danum Valley. Questa è una delle poche aree di foresta pluviale rimasta intatta, dopo la massiva deforestazione degli anni passati, per far spazio alle palme da olio che imperversano ovunque qui in Borneo. Fortunatamente dopo anni di battaglie, la deforestazione si è interrotta ma il danno in termini di specie animali e vegetali perse, è inimmaginabile. La foresta rappresenta per moltissimi animali, un delicato habitat e quella della Danum Valley è di particolare bellezza.

Borneo Rainforest Lodge

Abbiamo trascorso tre notti in una struttura meravigliosa che è il Borneo Rainforest Lodge. Questo affascinante ecoresort, sorge proprio all’interno della foresta e dalle sue stanze si possono ascoltare i suoni della giungla e osservarne i suoi abitanti. Anche qui l’impegno verso l’ambiente è significativo: non c’è plastica monouso, la biancheria non viene inutilmente cambiata ogni giorno con importante risparmio di acqua per il lavaggio e sono presenti veicoli elettrici per gli spostamenti.

Escursioni nella foresta pluviale

Ogni giorno abbiamo preso parte ad escursioni a piedi e in fuoristrada, ci siamo addentrati con la guida nella foresta per ammirare le numerose specie di animali e piante. Abbiamo camminato su lunghi e scricchiolanti ponti di legno sospesi nella giungla (canopy walkway) immersi in una fitta nebbia che ha reso l’esperienza incredibile.

Le escursioni notturne inoltre ci hanno permesso di vedere e apprezzare i suoni della foresta al calare del sole. Insetti, rane, serpenti sono solo alcuni dei numerosi animali che abbiamo incontrato scoprendone caratteristiche e colori insieme ad Ellen, la nostra guida. Le esplorazioni notturne sono state per nostro figlio, la parte più avventurosa ed entusiasmante del viaggio. 

Durante le nostre camminate in foresta, siamo stati facile preda delle numerosissime sanguisughe che abitano questi luoghi. È inevitabile, nonostante l’attrezzatura adatta, incappare in questi affamati invertebrati. Sono presenti infatti sia a livello del suolo (brown leech) che sulla foglie (tiger leech) degli arbusti e sono fortemente attratti dall’odore dei mammiferi uomo compreso e dal loro sangue. Si protendono verso chiunque gli passi accanto, pronte a guadagnarsi il loro pasto di sangue quotidiano. A parte il lieve fastidio della puntura e del sanguinamento che ne deriva, non trasmettono malattie.

Orangotango

L’animale più atteso e cercato qui è sicuramente l’orangotango. La sua somiglianza con l’essere umano, con cui condivide più del 99% del patrimonio genetico , lo rende un animale unico e interessantissimo.

L’orangotango è uno dei primati attualmente ad elevato rischio di estinzione. A causa della difficoltà che ha a reperire cibo, non avendo più a disposizione la sconfinata foresta che aveva un tempo, ma anche per il basso numero di cuccioli che ogni madre mette al mondo nel corso di una vita, spesso non più di due. I piccoli infatti restano con la madre almeno 8-9 anni dalla nascita e devono apprendere tutto da lei: come trovare cibo, costruire un nido sicuro, distinguere le piante velenose e orientarsi nella foresta. Se i piccoli perdono precocemente la madre, la loro sopravvivenza è in pericolo. Per questo motivo negli ultimi anni sono nati centri di recupero e salvaguardia degli orfani di orangotango che vengono assistiti in ambiente protetto e successivamente, una volta autonomi, rimessi in libertà, in foresta. 


Questo viaggio è stato meraviglioso. Un viaggio nel Borneo malese all’insegna della natura incontaminata, dell’esplorazione e del contatto ravvicinato con una moltitudine di animali che non avevamo mai visto prima.

Le escursioni hanno scandito i ritmi delle giornate e il desiderio di godere quanto più possibile dei fondali marini, della foresta e dei suoi abitanti ma anche dalla scoperta di specie di pesci, tartarughe, mammiferi, insetti e piante che esistono solo a queste latitudini, e vanno preservate e rispettate, ad ogni costo.

Per approfondire e conoscere gli animali del Borneo abbiamo scritto un articolo dedicato “Animali del Borneo: Borneo Big Five

2 commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *