isola deserta alle maldive in guesthouse
ASIA,  MALDIVE

Maldive in Guesthouse: cosa sapere prima di organizzare un viaggio

Organizzare un viaggio alle Maldive in Guesthouse richiede una certa dose di informazioni necessarie alla buona riuscita del viaggio stesso.

Le Maldive, nell’ideale collettivo rappresentano la meta ideale per un viaggio all’insegna del relax, della sabbia bianca e impalpabile e del mare paradisiaco, completano la fantasia, le palme che si proiettano in acqua, a temperatura perfetta, of course.

Benissimo. Le Maldive sono senz’altro tutto questo. Ma questo lo saprete già. Perché questa è l’unica immagine che arriva di questo incantato Paradiso.

Quello che forse non sapete, è che queste migliaia di isole che rappresentano l’arcipelago delle Maldive, racchiudono molto altro. E da viaggiatori appassionati, abbiamo cercato di scoprirlo. Per far emergere gli aspetti meno patinati, meno turistici ma anche per sottolineare che a volte, non è tutto oro quello che luccica. E che ognuno di noi, dovrebbe cercare di migliorare il pezzetto di mondo in cui si trova, soprattutto da Viaggiatori.

Per capire la distribuzione degli atolli all’interno dell’arcipelago delle Maldive ed avere un’idea sulle isole che lo compongono, potete visitare il sito Visit Maldives

Cos’è una Guest House:

Visitare le Maldive in Guesthouse, significa entrare nel vivo di una comunità maldiviana locale. Le isole delle Maldive, sono a prevalenza Musulmana. Questo è il motivo per cui fino a pochi anni fa, un viaggio alle Maldive era possibile solo alloggiando nei Resort. I Resort si trovano su quelle definite “Isole Resort” dove alloggiano solo i turisti, poiché mostrarsi in costume in pubblico o consumare alcolici (cose che solitamente fanno i turisti), non è permesso ai musulmani. In questo modo, le due popolazioni, quella musulmana autoctona e quella dei turisti internazionali, non venivano mai in contatto, permettendo al turista di mantenere le sue abitudini da viaggiatore senza urtare la sensibilità dei locali.

Ovviamente tutto questo rendeva molto poco autentico un viaggio alle Maldive. Secondo la nostra idea di viaggio, ci si sposta per conoscere cultura e usi tradizionali, incontrare un popolo e le sue abitudini, esplorare la sua cucina e i suoi luoghi caratteristici. Alloggiare in un resort, spazzava via tutto questo aspetto del viaggio, essenziale per il nostro modo di viaggiare.

Le Guesthouse invece, sono strutture ricettive su isole di locali, gestite per lo più da locali. Sono solitamente più semplici nel loro stile rispetto al Resort, non c’è sfarzo e nemmeno gli aperitivi alcolici al tramonto. Hanno poche camere, non servono cucina internazionale e non si può girare in bikini.

Queste caratteristiche per noi, non rappresentano un limite, ma tendenzialmente un vantaggio. Cerchiamo sempre di rifuggire dal turismo di massa, dall’omologazione dell’offerta, dal fatto che spesso i Resort sono simili come concetto, un po’ in tutto il mondo. E questo non fa sempre apprezzare le differenze che rendono un paese, molto diverso da un altro.

Quindi, cosa dovreste sapere prima di organizzare un viaggio alle Maldive in Guesthouse?

Le isole in cui si trovano le Guesthouse, sono isole dove vivono comunità di popolazioni maldiviani e come tali, vanno rispettati. Con i loro usi e costumi. Cosa vuol dire? Non troverete alcolici su queste isole. No, nemmeno una corona col limone. No, nemmeno lo Spritzetto all’ora dell’aperitivo. E no, nemmeno la vodka o il vino bianco fresco. Sulle isole di Maldiviani, essendo musulmani, è VIETATO vendere, somministrare e consumare alcolici. Per cui, se siete alcol-addicted, questa soluzione non fa per voi.

Su queste isole, solitamente è presente una o più Bikini Beach in base alle dimensioni dell’isola. Le Bikini Beach sono spiagge dedicate ai turisti. Dove è possibile mettersi in costume e dove la popolazione locale non va. Viceversa, le altre spiagge dell’isola, sono ad uso esclusivo della popolazione locale. Su queste spiagge, potrete ovviamente passeggiare, fotografare, esplorare ma non potrete mettervi in costume.

Se volete immergervi in una realtà locale, conoscere più da vicino la popolazione Maldiviana, pensate di poter rinunciare all’aperitivo al tramonto, siete disposti a non girare mezzi nudi per l’isola accettando e rispettando gli usi e costumi dei locali o semplicemente inorridite davanti a mega resort con piscina, con buffet internazionale h 24, forse una Guesthouse può fare al caso vostro.

Maldive in Guesthouse: una giornata tipo

La  Guesthouse sull’isola di Hanganaamedoo nell’atollo di Ari Sud, dove abbiamo alloggiato, ha 6 camere e un patio centrale dove veniva servita colazione, pranzo e cena con una formula necessariamente all inclusive in quanto sull’isola, piccola e percorribile con una passeggiata di 20 minuti in lungo e in largo, non ci sono bar o ristoranti fatto salvo per un piccolissimo chiosco con gelati Algida e una tavola calda che però abbiamo trovato chiusa.

Durante il soggiorno alle Maldive in Guesthouse, i responsabili organizzano più escursioni solitamente incluse nel costo del soggiorno che prevedono giornate su atolli deserti, pesca al tramonto con pescatori locali, snorkeling con guida, navigazione finalizzata ad individuare delfini, ricerca di squalo-balena e tartarughe marine. Ogni guesthouse propone la sua formula che può essere comunque modificata in base alle vostre esigenze. I momenti in cui non ci sono escursioni organizzate, si prende il sole e si fa snorkeling in autonomia sulla bikini beach.

La sera dopo cena, non essendoci -fortunatamente- discoteche o aggregazioni caotiche, noi ne abbiamo approfittato per guardare il cielo stellato senza l’inquinamento luminoso a cui siamo abituati. Abbiamo passeggiato sulle spiagge deserte stando molto attenti alla miriade di granchi e paguri che popolano la spiaggia al calar del sole. Siamo stati molto fortunati da capitare nel momento di fioritura del plancton cosi da ammirare la bioluminescenza in mare data da questa incredibile alga marina.

Ci siamo immersi lungo la barriera corallina e abbiamo pazientemente osservato, muniti di maschera e pinne,  squali di barriera, murene, pesci balestra, pesci pagliaccio e i loro anemoni, stelle marine, pesci chirurgo e trombetta. Non sono mancate aquile di mare, razze e i delfini al tramonto. Per Leonardo questa esperienza è stata sicuramente impagabile e infatti ogni aereo che vede, ci chiede quando torneremo alle Maldive a vedere i pesci e i coralli.

Cosa avremmo voluto sapere prima di organizzare un viaggio alle Maldive in Guesthouse

Il turismo selvaggio, sta rovinando tutto. Con questa frase introduciamo i grossi danni che il turismo di massa sta causando in tutto il Mondo. Maldive comprese. Dovete immaginare che queste piccolissime isole, fino a non molti anni fa (meno di trenta per i Resort, meno di dieci per le Guesthouse), ospitavano solo popolazione locale, prevalentemente pescatori, che viveva di quello che pescava ed era molto lontana dal consumismo a cui siamo abituati in occidente. Essendo realmente un Paradiso, l’apertura al turismo ha determinato flussi annuali di persone eccessivamente più alti di quello che le isole erano in grado di sopportare.

Il turismo ha portato plastica, ad esempio. Non potendo bere acqua locale, come la popolazione autoctona, in tutti i luoghi turistici sono arrivate le bottigliette d’acqua e tutte le tonnellate di plastica usa e getta degli alimenti, delle creme solari, delle ciabatte rotte e lasciate qui, dei giochi da spiaggia dei figli dei turisti, di maschere, pinne, boccagli, costumi rotti, stoviglie e bicchieri utilizzati nelle escursioni quotidiane.

Moltiplicate tutto questo per centinaia di isole, per migliaia di Resort, infinite Guesthouse e milioni di turisti ogni anno.

Gestione dei rifiuti alle Maldive

Le Maldive hanno avuto un incremento massivo dell’immondizia. Peccato che non abbiano idea di come smaltirla, né tanto meno differenziarla. Semplicemente perché non ne hanno mai avuta cosi tanta. Al massimo avevano scarti organici del pesce, del cibo che consumano. E poco altro. Questo ha causato tre drammi ambientali che abbiamo vissuto  e documentato:

  • l’immondizia, plastica prevalentemente, viene bruciata su isole dei locali, in falò perennemente accesi, a cielo aperto, rovinando spiagge e dintorni con i residui di plastica non combusta.
  • una grossa parte viene abbandonata su isole deserte. I famosi atolli da cartolina. Che accolgono cumuli di plastica che verrà o bruciata o portata via dalla marea.
  • un’altra parte viene semplicemente buttata in mare, a largo. Distruggendo un ecosistema veramente in bilico.
  • questo scempio non lo troverete nelle Isole Resort, sono ovviamente soluzioni troppo patinate per mostrare questo aspetto disastroso. Questo non vuol dire che nelle isole Resort non ci sia questo problema. Semplicemente, l’immondizia (notevole) prodotta nei Resort, viene portata su isole deserte o fa la fine sopra citata. Mantenendo però una facciata perfetta, lussuosa, impeccabile. Come nascondere la polvere sotto il tappeto.

Cosa può fare il turista

  • Probabilmente la risposta più semplice sarebbe: non andare ad incrementare questo meccanismo perverso. Sappiamo che la meta rimane comunque molto gettonata, sono oggettivamente posti incantevoli. Ma tra pochi anni, non lo saranno più se continuiamo ad inondarli di plastica e rifiuti.
  • Far presente il problema ai locali, sollecitarli a trovare un meccanismo di smaltimento che non distrugga l’ambiente. Alcuni ci hanno riferito che proprio per via dei molti turisti che si lamentano delle condizioni delle isole, forse qualcosa si sta muovendo per una raccolta più sostenibile.
  • Cercare per quanto possibile di ridurre al minimo la plastica “portata” dall’Italia. Come? Portando con voi shampoo, balsamo, bagnoschiuma solidi ad esempio. Utilizzare solari che abbiano una certificazione che li rende non dannosi per le barriere coralline, utilizzare meno crema solare e più magliette protettive anti UV.
  • Riportare in Italia i propri rifiuti. Ad esempio, se vi si rompono vestiti, ciabatte, costumi, giocattoli dei bambini o semplicemente finite il tubetto di crema, riportatelo a casa. Quasi sicuramente, quello che buttate nel cestino della vostra camera, finirà in mare. O bruciato in spiaggia. Ovviamente nessuno pretende che riportiate in Italia la plastica sporca degli alimenti, ma qualche piccola accortezza può fare la differenza se fatta su grandi numeri.

Se le foto vi hanno conquistati, non siete amanti dei Resort, avete già comprato i saponi solidi e siete determinati ad intraprendere un viaggio alle Maldive e magari volete organizzarlo da soli senza agenzia, leggete l’articolo Maldive fai da te con bambini.

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